Prendiamo spunto dai dati pubblicati nei bollettini agrometeorologici curati dall' ARSSA e diamo subito uno sguardo alla media 2003-2008 deii parametri meteorologici rilevati dall'ARSSA:

Ebbene, questo periodo coincide con la fase di piena maturazione delle varietà internazionali, e le alte temperature a cui sono sottoposte le uve pregiudicano sia gli aromi, sia i valori di acidità e di pH, oltre che la qualità dei polifenoli (antociani e tannini).
Il Gaglioppo, di contro, ha una maturazione lenta (si raccoglie nella prima-seconda settimana di Ottobre) quando le temperature massime scendono sotto i 30° C e le minime sono al di sotto dei 20°, condizioni che preservano aromi e acidi.
Tutto questo è confermato dai campionamenti settimanali dell'ARSSA, che valutano i livelli di maturazione delle cultivar di vite diffuse nella provincia di Crotone.
In definitiva, in questa breve disamina tecnica viene fuori che "autoctono" non è una categoria dell'anima, ma è frutto dell'adattamento alle condizioni pedoclimatiche che alcune varietà di vite hanno condotto nei millenni, dando luogo a prodotti che tecnicamente non hanno bisogno di ulteriori interventi.
Sfatiamo dunque il mito, tanto caro ad una "moderna" enologia, che tutto si possa fare dappertutto con la stessa qualità.
Finiamola di definire "migliorativi" vitigni che sono grandissimi nella loro terra d'origine, ma assolutamente mediocri in altri contesti.